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E’ un percorso in gruppo per attivare nei bambini la spontaneità e la creatività tramite il gioco, la narrazione, l’osservazione, la progettazione e la realizzazione; lo scopo è quello di sviluppare il pensiero sulle emozioni vissute, superando difficoltà e chiusure evolutive con se stessi e nel rapporto con gli altri.

 

Le “Navigazioni” avvengono tramite costruzione di oggetti, di racconti, azioni, rappresentazioni

espressive, l’utilizzo della musica e degli oggetti.

 

Navigazioni in corso.

Gruppi di psicoterapia con bambini e adolescenti

 

Il lavoro psicoterapeutico con bambini e adolescenti in gruppo si colloca in un terreno complesso, dove la dimensione del gioco, dell’immaginazione e della creatività si intreccia con quella della crescita e della trasformazione. Il gruppo diventa uno spazio di attraversamento, uno strumento capace di accogliere emozioni, vissuti contraddittori e bisogni di appartenenza, offrendo la possibilità di elaborare e simbolizzare ciò che, nella solitudine individuale, rimarrebbe indicibile.

 

Il gruppo come spazio di gioco e di pensiero 

Nel lavoro con i più piccoli la parola non è mai sufficiente. È attraverso il gioco che si costruisce la possibilità di incontrare e trasformare le esperienze interiori. Il gioco in gruppo diventa linguaggio condiviso: un ponte che consente di tradurre pensieri in immagini e immagini in pensieri, di mettere in scena paure e desideri, conflitti e alleanze. In questo senso, l’attività ludica non è un semplice passatempo, ma un vero e proprio strumento terapeutico che permette ai bambini di incontrarsi e riconoscersi nella reciprocità.

 

Un paio d’esperienze di navigazione in corso

All’interno di Navigazioni in corso, i bambini sono stati guidati a trasformare il proprio mondo interno in forme tangibili. Una bambina, ad esempio, ha progettato e costruito un labirinto per biglie: un percorso che nasceva dal desiderio e prendeva corpo attraverso la progettazione, la realizzazione e la verifica del funzionamento. Quel labirinto era molto più di un gioco: rappresentava il cammino del Sé in formazione, la possibilità di muoversi tra ostacoli, soste e ripartenze, mettendo alla prova la propria capacità di creare e di trovare soluzioni.

 

In un altro caso, un bambino di dieci anni ha dato vita a una scena tridimensionale con casa, palazzo, siepe e giochi. In quella costruzione si condensavano appartenenze, desideri di autonomia e bisogni di protezione. Il gruppo, come cornice, ha reso possibile che quell’esperienza individuale diventasse condivisa, osservata e trasformata insieme agli altri.

 

Il ruolo del gruppo 

Nel gruppo ogni bambino non si confronta soltanto con se stesso e con il terapeuta, ma con l’alterità dei coetanei. La pluralità dei punti di vista diventa occasione di crescita: vedere sé negli occhi degli altri, riconoscere le differenze e allo stesso tempo scoprire un’appartenenza comune. I bambini sperimentano così che il dolore, la rabbia, la paura non sono esperienze isolate ma possono essere pensate e condivise, trovando parole, immagini e gesti per rappresentarle.

 

Setting e cornice

Il gruppo con bambini e adolescenti richiede un’attenzione particolare alla cornice. La stanza, i materiali, la regolarità degli incontri, la presenza dei conduttori: ogni elemento contribuisce a creare sicurezza e prevedibilità, condizioni necessarie per consentire al gioco di svolgersi e alla parola di emergere. La co-conduzione è spesso preziosa, poiché consente di pensare insieme ciò che accade e di sostenere momenti di forte intensità emotiva o di agiti.

 

Genitori e contesto familiare

Il lavoro con i bambini non può prescindere dal coinvolgimento delle famiglie. Ogni trasformazione del figlio si accompagna a un movimento nel contesto familiare. È importante offrire anche ai genitori spazi dedicati, dove poter esprimere dubbi, paure e aspettative, e soprattutto riflettere su come i propri vissuti interagiscono con quelli dei figli. In questo senso, il gruppo dei genitori può rappresentare un parallelo percorso di consapevolezza e cambiamento.

 

Obiettivi e trasformazioni

Gli obiettivi di un percorso gruppale con bambini e adolescenti non si limitano alla riduzione dei sintomi. La terapia mira a favorire un’evoluzione affettiva ed emotiva, il passaggio da modalità espressive somatiche o agite a forme più simboliche e condivisibili. Un gruppo che funziona permette ai bambini di sviluppare maggiore tolleranza alla frustrazione, capacità di socializzare, riconoscimento dei propri bisogni e possibilità di costruzione del pensiero emozionato.

 

Conclusione

“Navigazioni in corso” vuole essere una proposta di cambiamento per bambini/adolescenti, attraverso il gruppo, possano ritrovare la possibilità di creare, rappresentare e trasformare. Nel gruppo ciascuno porta il proprio vissuto e, intrecciandolo con quello degli altri, costruisce una trama nuova: un’esperienza condivisa che sostiene il percorso di crescita e apre a un futuro pensabile.

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STRUMENTI delle "NAVIGAZIONI IN CORSO" 

           - studiodegama -            

 

 

IL TEATRO DELLA SPONTANEITA’

 

Nel Teatro della Spontaneità,

 

la spontaneità  viene giocata con il gioco della rappresentazione scenica, sviluppando la creatività espressiva.

 

Si sperimenta a stare insieme in maniera costruttiva, superando blocchi emotivi e dando respiro al Sé autentico  attraverso il gioco

 

teatrale.

 

 

 

FIABARE l’INVENTO

 

Fiabare insieme dando spazio alla fantasia dell’inventare.

 

E’ proprio  l’incontro e lo scambio delle fantasie con gli altri che costruisce la realtà della fiaba, una produzione fantastica del gruppo naviganti.

 

 

 

FILOSOFARE

 

Filosofare per domandarsi i perché, dando senso alle cose, confrontandosi con gli altri naviganti.

 

Filosofare permette di considerare punti di vista diversi, un continuo

 

dialogo con gli altri per capire.

 

 

 

NARRAZIONE CREATIVA

 

Narrare la propria storia per il gruppo dei bambini è indispensabile! Fa divenite consapevoli di ciò che si sta facendo, capendone emozionalmente i  significati, le

 

differenze, condividendo il racconto di sé insieme in gruppo.

 

 

 

INVENTA IL GIOCO

 

Giocare per scoprire le proprie capacità di stare al gioco, di condividere le regole del gioco, di progettare e costruire giochi.

LA SCENO STORY Macchie Narrative

 Dott. Alberto Stilgenbauer

 

Una delle attività creative per lo sviluppo delle capacità di

“pensiero emozionato” tramite il gioco, che vengono

svolte nel percorso-vissuto “Navigazioni in Corso”.

Durante le attività, vengono attivati più piani Narrativi,

le diversità di setting si relazionano tra di loro in un dialogo

che permette di pensare ciò che si sta vivendo e

contemporaneamente leggendoli da diversi punti di vista.

Partendo da ciò che è disponibile, nello specifico di quanto

mostrato è un teatro con un sufficiente ampio palcoscenico;

è possibile dare spazio e respiro ad un’immagine generata

e generante della persona che svolge il gioco.

PER APPROFONDIRE 

Intuizione, giocare, conoscere e intervenire

Dott. Alberto Stilgenbauer 

 

 Sommario

Nelle attività delle “Navigazioni in Corso” con bambini dagli 8 ai 10 anni, ho rilevato l’importanza dell’intuito e della curiosità durante l’attività “dei perché e dei motivi dei perché”, due assetti emozionali che permettono di collegare 

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l’osservazione e la manipolazione dei materiali alla modalità dell’essere inconscio della mente nella bi-logica a bassa logica aristotelica, e così, arrivando alla costruzione del pensiero emozionato su ciò che sta accadendo. L’intuizione legata alla fisicità, non parla di se stessa, è se stessa, ed intuire è mettersi in contatto diretto con ciò che accade nella dimensione significante esterna e nel personale significato emozionale interno. Quest’approccio emozionale, ha bisogno contemporaneamente della curiosità, curiosità che mette nella condizione di desiderare d’esplorare.

 Parole chiave: Intuito, curiosità, desiderio, realtà, sperimentare, bi-logica.   

Evidentemente se io ho un committente, io debbo dargli un plusvalore di competenza, cioè lui deve sapere che trae vantaggio dal fatto che mi ha interpellato, e questo vantaggio deve essere dimostrabile, non è che il vantaggio della mia consulenza è che io sono bravo, dovete dimenticarvelo di essere bravi, dovete essere utili al cliente, non di essere bravi, di gente brava, di gente con 8 al liceo ne abbiamo piene le tasche, basta, ci vuole competenza e non quanto è bravo.

a Lezione dal prof. Renzo Carli, 21 maggio1997

 

Quella delle interazioni è una questione importante, anche ai fini della comprensione di fenomeni psicologici, sociali ed economici. In particolare ci siamo concentrati su come ogni componente dello stormo riesca a comunicare per muoversi in modo coerente, producendo un’unica identità collettiva e multipla.

“In un volo di stormi” 2021, Rizzoli

Giorgio Parisi


 “Guardate che cosa accade quando metto vicino due biglie!”


Intuito, deriva dalla parola latina “intuitus” che nel suo etimo ha il significato di: “veder dentro”. Ma

 come è possibile in una società che non vuol vedere dentro, che ama rimanere sempre sulla superficie,

 dove il porsi domande è fastidioso, impegnativo, che vede favorevolmente il saltellare sulle parole per

 non coinvolgersi, se non addirittura l’alienazione conformistica del consumatore d’oggetti, di parole, di

 sensazioni?

Vedere dentro, e con quali occhi è possibile vedere dentro? Anche perché per poter vedere dentro, ossia intuire, debbo costruire dei criteri, criteri che possono essere anteposti all’intuire e al conoscere, nel qual caso hanno il sapore del pre-confezionato e sono spesso dettati dal moralismo, dal conformismo, dalla standardizzazione del pensiero comune collusivo, oppure già corredati di manualistica, basta pensare a un tipo di psicologia ufficializzata e santificata dalla medicalizzata sovrana che vede malattie, diagnosi simil-mediche e non persone.

Intuire nella densità dell’etimo nel “vedere dentro”, ha degli enormi costi per una persona, la mette a confronto con l’ignoto personale, con dimensioni interne che possono essere non piacevoli da vedere, ma che comunque, successivamente, in un gioco tra autoironia e tenerezza dei vissuti, liberano l’essere umano dal gioco neo-emozionale[1]. .. (Segue nel Blog dello Studio de Gama).

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